Podcaster: le nuove figure professionali emergenti.

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E così, dopo aver raccontato come trasformare la propria passione per il podcast in un lavoro, affrontiamo un altro aspetto legato al podcasting, quello delle professioni.

A livello internazionale esistono già aziende specializzate nella produzione di podcast e quella del podcaster per molti è già diventata una professione.
Parliamo sopratutto delle realtà anglosassoni dove il podcasting è già una realtà ben consolidata.
Ci sono anche molte aziende e brand famosi che hanno deciso di investire su questo media per rivolgersi a un nuovo target, più mirato e anche giovane.
Difatti, uno degli elementi che ha contribuito al successo dei podcast è la velocità con cui questo sta esplodendo rispetto ad altri media. Basti pensare alle radio e alle televisioni che stanno traducendo i propri contenuti in podcast.

Anche il giornalismo, complice la crisi della stampa, ha aperto una nuova strada all’informazione proprio in tal senso. Testate come il Time, The Wall Street Journal, Economist, New York Times, Whashington Post e in Italia, la Repubblica, offrono ai propri lettori la possibilità di fruire attraverso il podcast, che si sta trasformando in un vero e propio canale di informazione.

Ma quali professioni si celano dietro un podcast?

Certamente, quella del podcaster, colui che presta la propria voce e, in alcuni casi, la sua immagine allo show.

La scrittura. Quella di un podcast, credetemi, è assulamente diversa da quella destinata alla lettura. Il linguaggio deve essere semplice e in grado di accompagnare l’ascoltatore attraverso una narrazione coerente e in grado di catturare l’attenzione. Considerate che il più delle volte chi fruisce di un podcast è sempre intento a fare altro: chi guida, chi passeggia o fa jogging o addirittura è intento a lavorare o svolgere faccende domestiche.

Esiste poi la figura del Podcast Producer, rientra tra le professioni emergenti del mondo del lavoro di questi ultimi anni.
Per fare un podcast occorre saper svolgere diverse mansioni che vanno dalla redazione di un piano editoriale, e quindi occorre una persona che abbia un profilo di marketing capace di trasformare l’input dell’azienda in un piano che abbia una struttura: l’organizzazione delle puntate, pianificare la durata, gli argomenti da trattare, il format, la presenza di eventuali rubriche, le collaborazioni.
La distribuzione, che deve avere un certo tipo di organizzazione anche strategica. Molto spesso i podcast sono dedicati ad argomenti ben specifici e devono avere la capacità di raggiungere un pubblico ben definito, che è veramente interessato all’alrgomento se vogliamo che questi decida non solo di premere play, ma anche di stare ad ascoltare. E quindi occorre una persona in grado di saper diffondere il nostro podcast in rete: sui blog, i social e tutte le community dedicate all’argomento.

La consulenza, o meglio i consulenti podcast. Sono molto utili soprattutto per le aziende quando queste voglio affacciarsi su questo mondo, partono da zero o non hanno le idee chiare in merito al da farsi. Questi professionisti offrono la loro capacità di analizzare e confezionare progetti mirati a finalizzare il brief del cliente e preventivare un budget.

L’editing: non è affatto da sottovalutare il lavoro di post-produzione che c’è dietro uno podcast. I podcast non si fanno da sé, dopo aver registrato occorre che qualcuno si metta d’impegno per trasformare quella registrazione in un podcast. Molto spesso il successo dipende proprio da un ottimo montaggio e per farlo bisogna conoscere bene la tecnologia ed essere in grado di metterla in pratica al meglio.