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Fare un Podcast: un aiuto per capire da dove cominciare.

Questo è un tutorial completo, passo dopo passo, per iniziare a creare il tuo podcast. 

Avviare un podcast non è difficile, ma ci sono una serie di passi che bisogna conoscere e da compiere per iniziare a fare podcasting:

 

Indice degli argomenti:

  1. Scelta dell’argomento e del nome
  2. Formato del podcast e degli episodi
  3. Creazione della copertina
  4. Musica e royalty
  5. Attrezzatura
  6. Registrazione audio e montaggio
  7. Distribuzione

Iniziamo.

Quello del podcasting non è molto lontano dal mondo del blogging, anche se a oggi è ancora molto meno affollato e competitivo, considerando che il rapporto, attualmente è 1/600: proprio così 1milione di podcast contro i 600 milioni di blog on line! 

Decisamente “fertile” come territorio e ancora tutto da esplorare, ma come abbiamo visto qui, è anche il momento in cui i podcast stanno crescendo e, per questo motivo, è decisamente il momento migliore per iniziare a farlo.

Scegliere l’argomento e il nome.

Come spesso accade, la fase iniziale per realizzare un contenuto è pianificare la vostra strategia prima di iniziare a produrre il vostro podcast.

Innanzitutto, dobbiamo “scegliere il nostro argomento“, provando a restringere il campo su qualcosa di cui abbiamo modo di poter parlare per molti episodi, che non sia così vago da non riuscire ad attrarre il vostro potenziale pubblico e soprattutto che non diventi ripetitivo nel tempo. Anche se potete senz’altro ampliare il vostro argomento in seguito, man mano che andrete avanti e avrete il vostro pubblico e potrete rendervi conto, con il passare del tempo, di quale direzione dare al vostro podcast. Ecco perché il nostro consiglio è di scegliere un nome che non identifichi un solo argomento, a meno che non siate sicuri di limitarvi a quello, e che comunque vi lasci la libertà non rimanere imbrigliati nei limiti di quel determinato argomento.

 

Per scegliere il nome del nostro podcast, potremmo far riferimento ai più importanti podcast che trovate su Apple Podcast o Spotify ma, vi renderete subito conto che, alcuni sono descrittivi di ciò di cui parla lo spettacolo, mentre altri non hanno alcun significato rispetto al contenuto del programma.

 

Questo perché sempre più spesso la forza dei contenuti può superare questa barriera. Insomma, scegliete un nome che vi piaccia, che sia creativo e, soprattutto, che sentite “vostro”, magari, un nome che vi permetta di espandere i vostri orizzonti in seguito, se decidete di farlo.

 

Se avete finalmente un’idea di nome per il vostro podcast, ora però, dovete vedere se riuscite a registrarne il dominio. Eh si, perché il nome del nostro podcast dovrà corrispondere al nome del nostro dominio, e per fare ciò dovete affidarvi a un servizio di hosting, come ce ne sono tanti, oppure ad un host gratuito che vi permetterà di ottenere un nome di dominio seguito da .nomehost.com (Es.: https://podmaker.nomehost.com).

 

I nostri consigli pratici sono:

  1. Assicurarsi che sia facile da scrivere.
  2. Scegliere un nome corto o composto da poche parole.
  3. Che contenga una keyword.
  4. Che identifichi la tua area di riferimento.
  5. Evitare numeri e trattini.
  6. Facile da ricordare.
  7. Con un’estensione appropriata (.it, .com, o anche .fm, .agency, etc.)
  8. che permetta di costruire il proprio brand.

 

Formato del podcast e degli episodi.

Successivamente, dobbiamo dare “forma al nostro podcast”, ovvero definire il format del podcast e degli episodi.

Prima di decidere quanto tempo deve durare il nostro podcast, quale cadenza deve avere ogni episodio, ecco, bisogna che ci concentriamo innanzitutto su format, il tono di voce, la tipologia, lo stile che vogliamo dare al nostro podcast:

  • podcast con interviste;
  • podcast personale;
  • podcast con più presentatori.

 

E ancora, di che tipo di podcast si stratta?

  • podcast di intrattenimento;
  • podcast di formazione;
  • branded podcast.

Ecco quindi che la domanda che ci dobbiamo porre è: “Allora, come sarà il mio podcast?”

Realizzerò un teaser, avrò una musica introduttiva o un intro di benvenuto, inserirò del contenuto pubblicitario, sarò da solo o avrò un co-conduttore, o farò delle interviste, parlerò direttamente al mio pubblico cercando di interagire con loro o racconterò una storia, voglio creare un’atmosfera con una musica di sottofondo o usare effetti sonori che mi possono aiutare nella narrazione.

Insomma, come avete potuto capire le possibilità sono davvero infinite, e l’unica cosa che potete fare in questo caso è di affidarvi alla vostra creatività.

 

Bene a questo punto, finalmente potete farvi le fatidiche domande sulla durata del vostro podcast o il numero di episodi che dovete produrre.

Beh, troverete una serie di “esperti” che sostengono che alcune lunghezze sono perfette per i podcast. Ma non vogliamo girarci troppo intorno alla risposta, e quindi saremo molto diretti:

 

Il tempo giusto per un podcast, non esiste!!!

Non è necessario che duri 28 minuti, (è il tempo medio che viene consigliato in genere), o stare al di sotto dell’ora perché la gente non può prestare attenzione più a lungo. Esistono podcast di successo della durata di 5 minuti e ci sono podcast altrettanto famosi che durano ore.

Ciò che conta è di evitare di parlare più del necessario perché sei andato fuori tema per molti minuti.

 

Creazione della copertina.

Ora che avete trovato il vostro argomento, il formato e vi siete assicurati un nome di dominio, dobbiamo vestire il nostro podcast e creare la nostra copertina o cover.

Lo sappiamo bene che, un libro non si dovrebbe mai giudicare dalla copertina, ma chi non lo fa? E lo stesso vale per i podcast, che di solito sono in bella mostra mentre sfogliamo il nostro catalogo su Apple Podcast, Spotify e via discorrendo. Inoltre, la cover è anche l’immagine che si mostra quando si condivide il podcast sui nostri social. Insomma scegliere e/o creare quella giusta è un’operazione da non sottovalutare e per niente banale.

Potete affidarvi ad un grafico (se avete budget), oppure provare a farla da soli con un tool che avete sul vostro pc/mac, attenendovi a questi semplici consigli che generalmente sono quelli per tutte le piattaforme di pubblicazione: l’immagine deve essere almeno 1400×1400 pixels fino a un massimo di 3000×3000 pixel, in RGB a 72dpi e salvata nei formati JPEG o PNG (.jpg, .png) ottimizzata per il “web”.

 

Musica e royalty.

Altrettanto importante, quando realizzate un podcast è la scelta della musica, in modo particolare quella di introduzione e di chiusura del vostro podcast, un ottimo modo per distinguersi dagli altri e mettere a proprio agio l’ascoltatore.

Qui dobbiamo fare una doverosa premessa. Sarà molto difficile utilizzare delle musiche senza fare i conti con il Copyright©, pena la non pubblicazione o il ban del vostro podcast dalle piattaforme e, eventualmente, azioni legali da parte dei titolari del Copyright.

 

Ecco allora che ci vengono in soccorso moltissime piattaforme di musica royalty-free, dove è possibile ottenere una licenza completa in modo gratuito o previo un piccolo corrispettivo economico per scaricare il brano o, più spesso, per abbonarsi a piattaforme che ci permettono di cercare brani, ottenere licenze complete, e che hanno un sacco di stili diversi, così che possiamo trovare quello più adatto al nostro podcast.

 

L’attrezzatura.

Non staremo qui a dirvi cosa è meglio acquistare e cosa no, probabilmente lo faremo più avanti, ma certamente vi daremo una panoramica sugli attrezzi del mestiere che vi occorrono per poter realizzare il vostro podcast.

 

Se state pensando di fare un podcast non possiamo certo fare a meno di pensare alla qualità dell’audio: è importante, ma non per questo deve costare un occhio della testa. Esistono microfoni di discreta qualità anche al di sotto dei €100, come quello di Samson, di buoni poco sopra questa cifra, per esempio della RODE, ma ovviamente possiamo spendere ciò che vogliamo in base alle nostre preferenze e possibilità. 

L’importante, almeno secondo noi, è che sia USB, quindi capace di collegarsi direttamente al vostro pc/mac, possibilmente abbia una uscita per le cuffie da studio che potete trovare anche a meno di €50.

Un mixer all’inizio del vostro percorso potrebbe anche non essere così necessario, e onestamente vi consigliamo di fare le vostre prime prove registrando delle note vocali sul vostro telefono e riascoltarvi prima di fare eventuali spese e ad ogni modo di fare un percorso graduale anche di spesa per la vostra attrezzatura.

 

Registrazione audio e montaggio.

Se siete alle prime armi, e state per cimentarvi in questa avventura del podcasting, vi consigliamo due strumenti di ‘podcast making’ assolutamente gratuiti: Audacity (pc/mac) e GarageBand (mac).

Si tratta di due tool molto semplici da utilizzare per la registrazione e il montaggio audio, che sono simili ad altri software di editing audio, ma la maggior parte hanno caratteristiche più avanzate di cui non si ha bisogno quando si inizia.

Mentre un’opzione più popolare, ma a pagamento, che consigliamo è Adobe Audition (pc/mac).

 

Distribuzione.

Una volta registrati i vostri primi episodi, almeno 3 o 4, è arrivato il momento di distribuirli sulle piattaforme per trovare il nostro pubblico.

 

Ma come fare a distribuire i nostri podcast?

Ad oggi esistono molti host, alcuni gratuiti ma la maggioranza a pagamento, che ci permetteranno di pubblicare automaticamente il nostro podcast attraverso il feed RSS e che si aggiorneranno a ogni inserimento del nuovo episodio.

Noi di podmaker, abbiamo scelto spreaker, un tool per creare,

distribuire e monetizzare con il proprio podcast.

Che cos’è un podcast e perché farne uno oggi?

Innanzitutto, occorre definire cos’è un podcast, una parola che deriva dalla fusione delle parole pod (baccello o capsula), e broadcast (trasmissione), ovvero l’insieme delle tecnologie relative al download di file audio o video, attraverso la trasmissione di dati e un aggregatore o feed reader.

Il primo a crederci fu proprio Steve Jobs già nel 2005, quando annunciò che i nuovi iPod avrebbero avuto una funzione specifica per navigare e collezionare podcast sul proprio iPod. 
Un trend in costante crescita, fino da quando, nel 2014 è esploso grazie al caso editoriale che ha reso il podcasting un vero e proprio fenomeno di massa: Serial.

Secondo uno studio fatto dalla società  Kantar, intitolatoMedia Reaction 2020, i podcast. 
Mentre, dal rapporto ISPOS studio sulla penetrazione del podcast in Italia, emerge anche che gli inserzionisti stanno cercando di aumentare la loro spesa nel podcasting, passando da una crescita “solo” del 6% durante il picco della pandemia, a un 20% (stimato) per il 2021. sono al 2° posto nella classifica online channel e insieme alla TV in streaming ricoprono la prima posizione nella considerazione dei professionisti del marketing intervistati, che guardando al 2021 dichiarano di sentirsi “più innovativi e più disposti a provare qualcosa di nuovo”.

Da un’indagine BVA Doxa e O-One, digital unit di Industree Communication Hub, sul Podcast in Italia (disponibile qui), si evince invece che quasi il 90% degli italiani digitali conosce i podcast, il 39% dei quali afferma di conoscerli bene. Tra questi ultimi, la quota degli heavy users (ascolto quotidiano o almeno una o più volte la settimana) ammonta al 64%. I light users – ovvero gli italiani digitali che ascoltano podcast 2 o 3 volte al mese o meno spesso – sono il 30%. Infine, solo il 6% dichiara di non ascoltarli praticamente mai.

 

L’ascoltatore italiano medio è lievemente più maschile e tendenzialmente più giovane: Spotify (67%), Apple (25%), Audible (21%), Spreaker e Overcast con meno del 10%. 

Ed è proprio Spotify ad affermare che l’81% degli ascoltatori di podcast è predisposto a rispondere alla CTA con atteggiamento critico, cioè intavolando discussioni sul brand, ricercando un prodotto online o collegandosi col brand attraverso i social media. 

 

La musica e i podcast sono diventati la colonna sonora del quotidiano di ognuno di noi, mentre cuciniamo, ci facciamo la doccia, lavoriamo o semplicemente proviamo a rilassarci. Insomma, ormai fanno parte del nostro quotidiano e continuano a crescere in popolarità e numero, e si stanno dimostrando un’ottima opzione non solo per l’intrattenimento, ma anche per rimanere aggiornati.